Aggiornamento 2018 sulle criptomonete nella Corea del Sud

Aggiornamento 2018: Criptomonete e Corea del Sud

Due importanti intermediari cinesi di criptovaluta, a causa dei timori legati ai regolamenti restrittivi del governo della Corea del Sud di fine anno, stanno lavorando su un sistema di identificazione non anonima delle criptovalute nel paese per ottemperare a tali restrizioni.
Il governo coreano a settembre ha chiuso gli scambi delle criptomonete, ponendo fine a due delle più grandi piattaforme, rallentando il lancio o l’attività di tali Exchange.

Piattaforma Okcoin

Okcoin ha dovuto aprire a ottobre una filiale chiamata Okcoin Korea per essere attiva a dicembre appena passato. Okcoin doveva fornire, tanto per iniziare, un servizio di intermediazione di sole 10 valute, ma le incertezze che dominano il mercato coreano hanno bloccato tale iniziativa.

Piattaforma Upbit

Upbit, è il nuovo arrivato nel panorama degli Exchange, prima di tale restrizione, aveva registrato volumi di trading superiori a quelli di Bithumb. Bithumb, lo ricordiamo, è stato il più grande Exchange in Corea per volume.

I provvedimenti del governo Coreano

Il governo sta creando un sistema normativo di identificazione per eliminare il concetto di anonimato nelle criptomonete a partire dal 20 gennaio 2018. Oltre a vietare l’anonimato nei nuovi conti virtuali, il governo ha deciso che i conti già aperti prima del 20 gennaio saranno bloccati se non verranno confermate le identità dei proprietari.

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